Giornale · Storia
Una giornata con il Defender 90
Tra lago, montagna e strade secondarie, il Defender 90 ci ha ricordato che la libertà non ha bisogno di schermi, ma solo di una chiave da girare.
6 luglio 2026

Ci sono auto che ti colpiscono ancora prima di girare la chiave.
Il Defender è una di quelle.
Un amico, entusiasta del progetto Garage Drops, ci ha affidato il suo Defender 90.
Aveva deciso di venderlo per dedicarsi ad altro e ci ha chiesto di raccontarlo.
Per noi è stata un’occasione speciale, perché Garage Drops non nasce per
pubblicare annunci. Nasce per dare voce alle automobili e alle persone che le hanno vissute.
Abbiamo preso le telecamere, la macchina fotografica e siamo partiti.
La nostra meta non era un bosco né una cava.
Era il lago.
Perché, secondo me, il Defender non è soltanto un fuoristrada. È uno stile di vita.
Il Defender è libertà
Quando si parla di Defender, la maggior parte delle persone pensa subito al fango,
ai guadi, alle montagne e ai sentieri più difficili.
Io, invece, lo immagino in una giornata d’estate.
Capote abbassata, una tavola da SUP caricata dietro,
parcheggiato sul lungolago e nessun programma preciso.
Magari un caffè vista lago e, senza pensarci troppo, la decisione di salire in montagna.
È questo il bello.
Non è un’auto che ti dice dove andare.
Ti fa venire voglia di partire.
Ha quell’aria un po’ ribelle, un po’ menefreghista,
che oggi si è quasi persa. Non cerca di essere elegante,
non vuole stupire con la tecnologia e non ha bisogno di dimostrare nulla.
È semplicemente un Defender.
E diciamocelo… quando arrivi al lago con un Defender, un po’ ti senti figo.
Sarebbe inutile negarlo.
Finalmente al volante
Possiedo già una Range Rover Classic V8 del 1989
e pensavo di conoscere bene il mondo Land Rover.
In realtà mi mancava ancora un tassello.
Era da tempo che volevo capire se il Defender fosse davvero come lo avevo sempre immaginato.
La risposta è arrivata dopo pochi metri.
Mi aspettavo un mezzo pesante, lento e impegnativo.
Invece mi ha sorpreso.
Nei vicoli si muove con una facilità incredibile.
Lo sterzo, nonostante le gomme larghe,
è diretto e trasmette sicurezza.
La posizione di guida è alta e dominante, ma non mette mai in difficoltà.
Sì, è rigido.
Ma chi compra un Defender non cerca il comfort di un SUV moderno.
Cerca altro.
E quel “qualcosa” lo capisci appena inizi a guidarlo.
Qui la tecnologia passa in secondo piano
Se cercate il navigatore integrato…
Il vivavoce.
Spotify collegato al telefono.
Schermi enormi e decine di assistenti elettronici…
State probabilmente guardando l’auto sbagliata.
Qui trovi strumenti analogici che fanno il loro lavoro senza distrarti.
Trovi una plancia semplice, sincera.
Trovi un impianto Marshall che suona davvero bene.
Ma, dopo qualche chilometro, ti accorgi che abbassi il volume.
Perché il rumore del motore e il vento diventano la colonna sonora del viaggio.
Ed è proprio lì che capisci quanto, a volte, la semplicità sia un lusso.
Dal lago alla montagna
La cosa che più mi ha colpito è stata la sua naturalezza.
Poco prima stavo passeggiando sul lungolago.
Nemmeno mezz’ora dopo ero tra prati, sterrati e salite di montagna.
Il Defender non cambia carattere.
Sembra sentirsi a casa ovunque.
Non importa se sei davanti a un bar,
in riva al lago o su una strada bianca.
Lui è sempre nel posto giusto.
Ed è questa la sua forza.
Il cambio manuale? Promosso.
Pensavo che mi avrebbe stancato.
Invece mi sono divertito.
Ogni cambiata ti coinvolge.
Ogni curva ti ricorda che stai guidando davvero.
Non c’è un’elettronica che filtra tutto.
Ci sei tu.
C’è il motore.
C’è la strada.
Ed è una sensazione che oggi si trova sempre più raramente.
Ogni volta mi giravo a guardarlo
Succede con poche auto.
Parcheggi.
Fai qualche passo.
Poi ti volti.
Con il Defender è successo ogni volta.
Spuntava sopra tutte le altre con quella linea squadrata
che ormai è diventata un’icona.
Non è basso.
Non è filante.
Non è aerodinamico.
E proprio per questo ha una personalità enorme.
Ti fa sentire diverso.
Più autentico.
Più libero.
Più… Defender.
È un’auto per tutti?
Assolutamente no.
Ed è proprio questo il suo pregio.
È un’auto per chi non ha paura di rinunciare a qualche comodità in cambio di un carattere unico.
Per chi può passare la mattina in cantiere, fermarsi per un caffè sul lago,
decidere all’ultimo momento di salire in montagna e vivere tutto con la stessa naturalezza.
Per chi non vuole un’auto che faccia tutto da sola.
Ma un’auto che faccia venire voglia di guidare.
Più Defender di così…
Pensavo che la mia Range Rover Classic V8 rappresentasse il meglio della filosofia Land Rover.
Dopo questa giornata ho capito che racconta una storia diversa.
La Classic ti coccola.
Il Defender ti coinvolge.
La Classic ti accompagna.
Il Defender ti invita a partire.
Quando abbiamo riconsegnato le chiavi non stavo pensando ai consumi,
alle prestazioni o alla scheda tecnica.
Stavo pensando a quanto fosse bello guidare un’auto che non cerca di essere perfetta.
Un’auto che ti fa sentire il vento, la strada, il motore e persino le sue imperfezioni.
Perché sono proprio quelle a renderla speciale.
E tornando verso casa mi è rimasto un pensiero fisso.
Pur avendo già una Range Rover Classic nel mio garage,
è stato questo Defender 90 a farmi capire davvero
cosa significa essere un Land Rover.
— Federico