Giornale · Storia
BMW Z3 1.9 Roadster: quando smetti di cercare una sportiva e inizi a goderti il viaggio
Un viaggio tra design, emozioni e il fascino autentico della roadster bavarese.
18 luglio 2026

Lo ammetto subito: parto di parte. Nel mio garage c’è un’Audi TT Roadster prima serie, un’auto che negli stessi anni si contendeva il mercato proprio con la BMW Z3. Una precisazione importante: il confronto che leggerete non è tra la BMW Z3 M e l’Audi TT da 225 CV. Sarebbe un paragone ingiusto. Sto parlando della BMW Z3 1.9 e della mia Audi TT Roadster 1.8 Turbo da 179 CV, due versioni molto più vicine per prestazioni e posizionamento sul mercato. Due filosofie completamente diverse, due designer diversi, due modi opposti di interpretare la spider compatta.
Da una parte la TT, disegnata da Peter Schreyer e J Mays, tutta curve geometriche e design Bauhaus. Dall’altra la Z3, firmata da Joji Nagashima, con il suo lunghissimo cofano, l’abitacolo arretrato e quelle iconiche prese d’aria laterali che ancora oggi la rendono immediatamente riconoscibile.
Quando ho saputo che avremmo avuto l’occasione di provare la Z3 ero davvero entusiasta. È una di quelle auto che, sinceramente, avrei sempre voluto avere nel garage. La guardi e ti conquista: cofano infinito, proporzioni classiche da roadster e una linea che, secondo me, è invecchiata davvero bene. Esteticamente non posso dirle nulla: la guardo e mi piace.
Poi arriva il momento di salirci.
Ettore sfiora i due metri, io sono alto 1,76 e, sinceramente, eravamo abbastanza stretti. Abbiamo guidato con la capote abbassata, quindi non posso dire come sarebbe stata la sensazione con il tetto chiuso: forse mi avrebbe trasmesso un po’ di claustrofobia.
Con il cielo sopra la testa, però, la situazione cambia. Nonostante gli spazi ridotti, la guida è piacevole e rilassante.
Il motore 1.9 abbinato al cambio automatico, invece, non mi ha convinto fino in fondo. Non è brillante e, a tratti, risulta persino un po’ goffo. Credo che gran parte della colpa sia proprio del cambio automatico, che toglie parecchio coinvolgimento. Se vuoi qualche emozione devi tenerla su di giri, ma non è lì che questa macchina dà il meglio di sé.
Ed è proprio durante la prova che ho capito una cosa.
Stavo cercando qualcosa che questa Z3 non avrebbe mai potuto darmi.
La stavo guidando come se fosse una sportiva da attaccare tra le curve, quando in realtà non era quello il suo obiettivo.
Così ho cambiato mentalità.
Ho iniziato a guidarla come farebbe un turista che si gode la partenza della Mille Miglia. Senza fretta. Senza cercare il traverso in uscita di curva. Senza pretendere prestazioni che questo modello non nasce per offrire.
Ed è stato in quel momento che la piccola Z3 è cambiata completamente.
Sul passo della Maddalena è diventata una compagna di viaggio piacevole, rilassante. Ancora più piacevole nel traffico, con le mani leggere sul volante e lo sguardo rivolto al paesaggio invece che al contagiri.
Siamo arrivati in cima al monte tranquilli, ci siamo fermati a bere qualcosa e abbiamo iniziato a parlare della macchina, confrontandola con tutte le rivali dell’epoca. La cosa curiosa è che non eravamo gli unici ad aver avuto quell’idea: nello stesso parcheggio c’erano anche altre sportive di quegli anni, quasi a ricreare una piccola esposizione a cielo aperto.
Alla fine, cosa posso dire della BMW Z3 1.9?
Non è un’auto che ti fa sognare con le prestazioni. Non è un’auto che ti fa divertire in senso sportivo. E attenzione: sto parlando del 1.9, non della Z3 M, che appartiene a un altro pianeta.
È un’auto che fa il suo lavoro e lo fa bene.
Se cercate una spider dal design senza tempo, con consumi contenuti, perfetta per godersi le strade panoramiche con la capote abbassata, allora la Z3 è ancora oggi una scelta che mi sento sinceramente di consigliare.
Se invece cercate una guida più sportiva, probabilmente è meglio orientarsi sulla Z3 M oppure su alcune delle sue rivali dell’epoca, comprese diverse roadster giapponesi e tedesche che puntavano maggiormente sulle prestazioni. Anche qui voglio fare una precisazione: quando parlo di rivali più sportive mi riferisco a modelli di pari categoria e prestazioni, non alla Z3 M, che rappresenta una versione completamente diversa della gamma e gioca in un’altra categoria.
La BMW Z3 1.9 non vuole stupire con i numeri. Vuole accompagnarti nel viaggio, facendoti assaporare la strada con calma. Ed è proprio così che, secondo me, riesce a dare il meglio di sé.
— Federico